Mps: la BCE alza la capitalizzazione a 8.8 miliardi di euro

Mps: la BCE alza la capitalizzazione a 8.8 miliardi di euro

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Cinque miliardi e mezzo di euro di capitalizzazione non sono sufficienti per il Monte dei Paschi di Siena, perché la BCE ha deciso che per salvare la banca senese e proteggerla da problematiche future, la cifra da mettere sul piatto è di almeno 8.8 miliardi di euro. L’aumento di capitale si porta, quindi, al 76% rispetto alla richiesta iniziale e la richiesta si propone come l’ennesimo colpo di scena di un salvataggio che ha visto implicati molteplici attori, dai risparmiatori allo stato, fino ai contribuenti che saranno chiamati a partecipare al risanamento di quella che è, tutt’oggi, la terza banca del paese in orine di importanza.

La lettera di richiesta da parte della Banca Centrale Europea è arrivata al Ministero del Tesoro e giustifica l’aumento richiesto con gli eventi che sono accaduti nelle ultime settimane. Si tratta del fallimento della richiesta di 5 miliardi di euro rivolto al mercato, quindi della decisione del governo di varare un decreto salva banche del valore di 20 miliardi di euro a disposizione degli istituti di credito in difficoltà, denari già partiti in direzione di Siena.

Monte Paschi: l’andamento in Borsa

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Monte dei Paschi: la situazione

Ed è proprio l’intervento dello stato ciò che ha indotto la BCE a chiedere un aumento più corposo, chiaro segnale che l’istituto europeo non si fida e vuole dalla banca più forza e la dimostrazione di appeal sui correntisti. Ecco quindi nascere la richiesta di far salire la capitalizzazione a 8.8 miliardi di euro, dove 4.5 miliardi saranno a carico dello stato e i restanti 4.3 a carico degli obbligazionisti, con una previsione di 2 miliardi rimborsabili in ogni caso sempre dallo Stato ai piccoli risparmiatori che sono titolari di obbligazioni.

Perché fissare la base a 8.8 miliardi di euro come aumento di capitale? Second gli esperti, l’organo bancario centrale europeo ha impiegato le stesse regole usate per le banche greche nel corso del 2015, quando si era verificata una situazione analoga a quella presentata dal Monte dei Paschi in quattro istituti di credito ellenici. Al tempo, Atena aveva aiutato le banche con interventi pubblici, ma la Bce aveva stabilito un aggravio di “patrimonio regolamentare” su una base ipotetica di scenario avverso dal 5.5. all’8%. La situazione politica della Grecia non può, però, essere comparata con quella attuale dell’Italia, quindi la fiducia verso la gestione economica delle banche italiane è alquanto lacunosa da Bruxelles, considerando che la lettera è arrivata nell’immediato post festivo, segnale che la decisione era già stata presa al momento del varo del decreto salva banche.

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