Materie prime

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Con la vertiginosa caduta del corso del barile registrata negli ultimi mesi, è ancora saggio investire nell’oro nero? Secondo gli esperti, nella congiuntura attuale il trading di petrolio greggio rappresenta un’opportunità, ma è importante investire sin da oggi.
Al pari dell’oro, il petrolio è sempre stato una delle materie prime preferite da trader, che lo consideravano come un modo sicuro per fare soldi sul lungo termine. Ma più recentemente, l’aumento della produzione petrolifera, la concorrenza del gas di scisto e i grandi cambiamenti geopolitici osservati su scala mondiale ne hanno fatto crollare il corso, generando timore sui mercati. Tuttavia, l’oro nero costituisce ancora oggi un buon investimento, grazie al significativo calo dei prezzi che rende particolarmente interessante speculare su questa commodity.

Perché vale ancora la pena investire nel petrolio?

Con il crollo del corso del petrolio registrato negli ultimi mesi, è normale dubitare se investire o meno su questa materia prima. Tuttavia, come spesso accade nei mercati finanziari, questo drastico abbassamento dei prezzi rappresenta una grande opportunità per realizzare profitti a lungo termine.
In effetti, nei primi mesi del 2016 il barile di petrolio Brent ha raggiunto un minimo storico, scendendo sotto la soglia dei 30$. Non c’è quindi momento migliore per comprare questo asset a basso prezzo, in modo da approfittare della sua probabile ripresa futura.

Gli analisti sono, infatti, concordi nel ritenere che il prezzo del petrolio non potrà ristagnare molto a lungo a un livello così basso. La ripresa economica mondiale e le quote di produzione imposte ai paesi dell’OPEC stanno cominciando a dare i loro frutti: assistiamo gradualmente a un abbassamento delle scorte, e quindi a un aumento del valore del barile. Del resto, sin dalla fine di gennaio 2016, si osserva una tendenza rialzista, caratterizzata da una forte volatilità, che potrebbe essere il segnale di inizio di una nuova impennata dei prezzi.

Ecco perché è importante cominciare a investire subito, prima questa dinamica al rialzo si inneschi definitivamente, in modo da poter realizzare profitti nel giro di pochi anni.

Come fare a investire sul petrolio?

Investire nel petrolio non significa immagazzinare barile di greggio nel proprio garage, in attesa di rivenderli in futuro. Come tutti i mercati finanziari, anche quello delle materie prime è accessibile online, attraverso varie piattaforme di trading. Basta quindi una semplice connessione internet per speculare sul prezzo dell’oro nero direttamente da casa.
Bisogna innanzitutto selezionare un broker di fiducia e cominciare a familiarizzare con le nozioni di base di questo tipo di investimento. Esistono ormai vari siti, come per esempio questo, che offrono consigli e spiegazioni sui meccanismi del mercato petrolifero, illustrando in modo chiaro i rischi connessi e presentando efficacemente tutto quello che c’è da sapere per investire online nel petrolio e generare profitti in poche ore.

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Durante la giornata di oggi, il mercato Forex ha visto il Dollaro schiantarsi al ribasso sui mercati:

EUR/USD 1.1026 0.0130 1.19%
USD/JPY 121.1900 -1.6495 -1.34%
GBP/USD 1.5173 0.0163 1.09%
EUR/GBP 0.7267 0.0008 0.10%
EUR/JPY 133.6100 -0.2550 -0.19%
AUD/USD 0.7213 -0.0006 -0.09%

E’ palese quindi che la debolezza sia ormai estesa su tutte le coppie Forex. Coppie forex come l’Euro/Dollaro sono salite moltissimo in queste ore, di nuovo sopra gli 1.10. Vi ricordiamo che soltanto una settimana fa questa coppia era ai minimi storici.

L’oro ha guadagnato mentre il dollaro si è leggermente allontanato, in una sorta di tira e molla in questa settimana, portandosi dietro gran parte dei titoli azionari e degli indici, anche se le aspettative che la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse la settimana prossima hanno mantenuto alte le speranze. Una discesa nei prezzi delle materie prime – in particolare il crollo del petrolio al prezzo più basso in quasi sette anni, appena dopo che l’OPEC continua a pompare quantità quasi record di petrolio di difendere la quota di mercato – questo ha anche impedito all’oro di raggiungere livelli più elevati.

Ogni ulteriore debolezza nel petrolio potrebbe innescare timori di deflazione, un fattore ribassista per l’oro, che è spesso usato come una copertura contro l’inflazione portata dal petrolio. I mercati azionari di tutto il mondo sono scesi, appesantiti da deboli dati sul commercio in Cina, mentre il dollaro è sceso dello 0,2 per cento contro un paniere di altre valute principali, per poi recuperare e rimbalzare a metà settimana andando a 97,52, con quindi un rally di +0,18 (+0,19%).

grafico-indice-dollaro

I segni che il mercato del lavoro statunitense si sta riprendendo secondo le opinioni di mercato, sono sempre più sostenute dal fatto che la Fed alzerà i tassi per la prima volta in quasi un decennio, nella riunione politica del 15-16 dicembre. “Per l’oro ora è questione di aspettare e vedere quello che succederà,” ha detto il capo di Saxo Bank Ole Hansen, stratega delle materie prime, aggiungendo che il mercato è ancora preoccupato per l’aumento dei tasso. “Allo stesso tempo, però, il mercato non è disposto a reagire in termini di riduzione dell’esposizione fino a quando non sarà ufficiale la notizia.”

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Come tutti ben sappiamo, il prezzo del petrolio, è sceso di circa il 50% durante quest’anno. Questa caduta si è vista poco nei prezzi della benzina italiani, in quanto siamo pesantemente penalizzati dalle numerose accise che vengono caricate ogni anno sul prezzo della nostra benzina.

Negli Stati Uniti non sta andando così, in quanto il prezzo della benzina è diminuito di oltre 1 dollaro al gallone nell’ultimo anno, portando quindi ad un risparmio concreto da parte degli americani, risparmio che ha portato però un po’ di “effetti collaterali”.

Come abbiamo detto, i prezzi delle stazioni di benzina sono diminuiti di circa un dollaro a gallone (il gallone è l’unità di misura per i liquidi, che corrisponde a 3 litri e 79.

Questo ha permesso agli americani di spendere circa 350 milioni di dollari in meno al giorno rispetto all’anno precedente, secondo l’associazioni degli automobilisti americana.

Però, c’è un però

Tutta questa abbondanza di benzina a basso prezzo, insieme ad un’economia molto più forte e prosperosa rispetto al passato, ha portato gli americani a guidare molto di più, e quindi a fare molti più incidenti. E quando ci sono più incidenti, lo sappiamo bene noi italiani, ci sono ovviamente i costi delle assicurazioni che lievitano a dismisura.

Nei primi sette mesi del 2015, i guidatori americani, hanno avuto un numero esorbitante pari a 1.8 trilioni di miglia, secondo la Federal Highway Administration. Il National Safety Council crede che questo equivalga ad un incredibile aumento del 10% negli incidenti su strada, rispetto allo scorso anno.

Secondo Geico e Allstate (vi consigliamo ovviamente di investire in questi leader delle assicurazioni) questo aumento è stato già riportato nelle loro statistiche, e stanno prendendo le dovute contromisure, alzando ovviamente i prezzi delle assicurazioni.
Secondo l’analista Morningstar, le altre compagnie assicurative seguiranno a ruota gli aumenti di prezzo.

Secondo il professore Guangqing Chi, il quale ha studiato una interessante correlazione, potrebbe essere intelligente rinnovare la propria assicurazione e guidare come se i prezzi della benzina fossero costosi. Quando sono costosi, i guidatori tendono ad accelerare e frenare gradualmente per mantenere una velocità costante, in modo da poter risparmiare denaro.

Da noi in italia, la situazione è ben diversa. La benzina è sì diminuita, ma è comunque estremamente costosa rispetto alla controparte USA. Infatti, noi siamo costretti a pagare dei debiti, le cosiddette “accise”, che ci portiamo dietro ancora dalla seconda guerra mondiale.

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La nostra visione del petrolio a fine settembre 2015. Un mercato privo di direzione, che è molto stabile sul prezzo dei 45 dollari al barile. Cosa implica questo per chi fa trading con le materie prime ? Sicuramente una grande incertezza ma anche grandi opportunità per investire online sfruttando il momento delicato sopratutto del petrolio.

Il petrolio greggio rimane in una condizione molto instabile, rimbalzando su e giù per quanto concerne l’inventario, l’offerta, la domanda e anche la produzione, ma tutto sommato questa materia prima sta facendo molti pochi progressi. Gli utili e le perdite si equivalgono e quindi il WTI resta legato al livello di prezzo dei 45,00 $, che è ben al di sotto del max toccato quando la Russia ha guadagnato i titoli dei giornali grazie alla triste invasione in Ucraina. Quel fine settimana, non molto tempo fa, il greggio toccò i $ 106. I problemi e le tensioni in Ucraina continuano, ma il petrolio è sceso più del 55%.

Vediamo anche le altre materie prime con le quotazioni petrolio in tempo reale :

Petrolio     45.37     0.46     1.02%
Oro     1146.0700     -3.12     -0.27%
Gas     2.56     -0.03     -1.03%
Argento     15.1100     0.07     0.43%
Grano     507.63     10.38     2.09%
Caffè     122.50     2.35     1.96%

Venerdì mattina il greggio è stato scambiato a 45,00 guadagnando 10 centesimi nella sessione asiatica mentre il petrolio Brent è sceso di 10 centesimi a 48,23.

I prezzi del petrolio sono aumentati fino all’1 per cento nella giornata di giovedì. La Società di market intelligence Genscape ha stimato un prelievo di 625.000 barili dal punto di consegna di Cushing, Oklahoma per il Greggio negli Stati Uniti nella settimana del 22 settembre.

La stima di Genscape, arriva dopo un calo di 462.000 barili delle scorte a Cushing riportati dal US Energy Information Administration la scorsa settimana, che ha spinto al rialzo i prezzi sia del greggio degli Stati Uniti e del riferimento globale del petrolio: il Brent.

Soltanto mercoledì scorso, il prezzo del greggio è sceso  del 4 per cento dopo che l’EIA ha segnalato un grosso accumulo di scorte di benzina. Le forniture della benzina sono aumentate dopo la fine della stagione di alto consumo negli Stati Uniti, sollevando preoccupazioni circa la domanda di carburanti, che di solito è più debole in autunno. Molti analisti pensano che le prospettive a lungo termine per il greggio rimarrà bassa in quanto le rimanenze continueranno ad accumularsi e la domanda rallenterà ulteriormente in inverno.

Per quanto riguarda invece l’altra parte del mondo, la Famiglia Saudita non è molto contenta delle politiche attuate dal nuovo Re. Potrebbe quindi essere l’inizio della fine per il nuovo Re in Arabia Saudita?

Interessante vedere che inoltre il fabbisogno giornaliero arabo è in crescita del 7%… Ma quello che vendono all’estero a parità di quantità estratta, è sempre meno.

Siamo in un grosso periodo di crisi, e basta vederlo quando l’OPEC taglia la produzione. In questi casi prima il petrolio saliva (anche se la produzione USA rimaneva costante). Adesso cosa fa invece? Se l’OPEC taglia lo shale aumenta tantissimo la produzione (a bassi costi e quindi ad un basso prezzo) e quindi il prezzo non sale.

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Il prezzo del petrolio secondo gli analisti andrà a…

Ne abbiamo parlato molte volte del petrolio durante tutto quest’anno, ma la notizia di oggi ha dell’incredibile… Goldman Sachs ha fatto un’audace previsione che sta mandando nello scompiglio generale i piani alti di Wall Street. Vediamo quindi insieme cosa sta succedendo.

I prezzi del petrolio stanno facendo da mesi ormai, un giro sulle montagne russe nel corso dell’anno passato. Il Petrolio del West Texas Intermediate (WTI) è in dalla fine del 2014 da un buon livello di oltre $ 100 al barile, verso il livello attuale di 45 al barile all’inizio di quest’anno, e continua a cadere verso prezzi sempre più ridicoli. Questa caduta la possiamo sentire tutti i giorni alle pompe di benzina anche qua in Italia, infatti i costi della benzina sono molto più economici, e forse questo è uno dei pochi fattori positivi del vivere nel 2015, in Italia.

Dopo un recupero che aveva fatto ben sperare a circa 60 dollari al barile durante l’inizio dell’estate, i prezzi sono tornati verso il pavimento nuovamente, toccando i 45,12 $/barile proprio questo Venerdì.

Ma è inutile continuare a parlare, dobbiamo subito farvi vedere il grafico, per farvi capire quanto la situazione sia diventata allarmante:

grafico-petrolio

Guardando l’analisi tecnica, la situazione è molto più ribassista che rialzista:

RSI(14) 48,633 Neutrale
STOCH(9,6) 41,718 Vendi
STOCHRSI(14) 56,207 Compra
MACD(12,26) -0,070 Vendi
ADX(14) 46,217 Vendi
Williams %R -51,235 Neutrale
CCI(14) -23,4258 Neutrale
ATR(14) 0,3836 Più Volatilità
Highs/Lows(14) 0,0000 Neutrale
Ultimate Oscillator 41,403 Vendi
ROC -1,748 Vendi
Bull/Bear Power(13) 0,1020 Compra

Attualmente, nel momento della scrittura dell’articolo, ovvero alle 6 di questo assolato venerdì pomeriggio, il prezzo si aggira intorno al prezzi di 44,96.

Ma torniamo sui binari giusti, infatti il titolo di questo articolo parla di Goldman Sachs, e di un’affermazione molto audace da parte della più prestigiosa Banca d’Investimento al mondo.

Ecco cosa GS ha affermato:

“Il mercato del Petrolio sta subendo un eccesso di offerta, come avevamo previsto, e ci aspettiamo che questo eccesso di offerta persista anche nel 2016 a causa di un incremento della produzione da parte dell’OPEC e di una domanda mondiale in continuo calo. Il prezzo potenziale per il Petrolio nei prossimi anni, sarà di 20 dollari al barile.”

In effetti la visione di Goldman Sachs non è poi così tanto sbagliata. I mercati funzionano in base alla domanda e offerta, e questa è la direzione del petrolio, che tornerebbe ai livelli originari pre-crisi.

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A quanto pare le notizie che riusciranno a deprezzare il petrolio sembrano non finire mai. Infatti, la conta delle piattaforme petrolifere presenti negli Stati Uniti, sono cresciute per la quarta settimana di fila.

I dati raccolti dagli analisti, hanno mostrato che le piattaforme petrolifere sono cresciute di oltre 650. La piattaforme per il gas sono invece crollato, e le piattaforme in totale sono rimaste invariate rispetto alla scorsa settimana.

La scorsa settimana, la conta di piattaforme salì di ben 6.

I prezzi del petrolio, questa settimana si sono letteralmente schiantati verso il basso, andando a toccare il minimo degli ultimi 6 anni. Venerdì il Greggio WTI era molto vicino al prezzo di 42.60, dopo aver toccato un minimo di 41.46.

panoramica-petrolio

Il prezzo è circa al ribasso di oltre il 30% rispetto ai 60 dollari al barile, il prezzo dove Goldman Sachs aveva riposto tutte le sue speranze, affermando che quello sarebbe il prezzo giusto per un’impennata della produzione.

Molti analisti stanno però affermando che i prezzi del petrolio potrebbero cadere ancora di più se l’industria riuscirà a capire come fare per l’eccesso di offerta e per la domanda striminzita.

conteggi-piattaforme-petrolifere

I dati sono stati gentilmente offerti da Baker Hughes.

Baker Hughes rilascia i conteggi delle piattaforme petrolifere come servizio per l’industria petrolifera dal 1944, quando Hughes Tool Company iniziò i conteggi settimanali degli Stati Uniti e dell’attività di perforazione canadese. Hughes ha avviato il conteggio mensile di piattaforme petrolifere internazionaleinel 1975. Il conteggio delle piattaforme petrolifere nordamericane viene rilasciato ogni settimana a mezzogiorno ora centrale nell’ultimo giorno della settimana lavorativa. Il conteggio rig internazionale è rilasciato il quinto giorno lavorativo di ogni mese.

I conteggi delle piattaforme petrolifere di Baker Hughes sono un importante barometro per il business dell’industria di perforazione e dei suoi fornitori. Quando le piattaforme petrolifere di perforazione sono attive consumano prodotti e servizi prodotti dal settore dei servizi petroliferi. Il conteggio delle piattaforme petrolifere attive è un indicatore importante della domanda per i prodotti utilizzati nella perforazione, completamento, produzione e per lavorazione degli idrocarburi.