La compagnia Turkish Airlines è in crisi: verranno subaffittati gli aerei

La compagnia Turkish Airlines è in crisi: verranno subaffittati gli aerei

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Lo scenario delle compagnie aeree può cambiare molto velocemente e la situazione che sta attualmente vivendo la turca Turkish Airlines ne è la prova. La compagnia di bandiera aveva infatti vissuto un 2015 da primato, con ordini continui e la previsione della costruzione di un super aeroporto a Istanbul. Il 2015 è stato un anno da incorniciare, ma il 2016 ha cancellato tutte le più rosee aspettative, è ha visto la compagnia di bandiera turca in discesa rapida e in emergenza taglio costi per non rischiare il tracollo economico e finanziario.
A chi si deve addebitare la colpa di questa situazione? Su tutto alla paura del terrorismo, che ha indotto i voli verso la Turchia a diminuire esponenzialmente nel corso dell’anno e alla quale si associano le paure e le incertezze che interessano il golpe politico. Molti turisti indirizzati alla Turchia, in prevalenza alla bella città di Istanbul, hanno infatti scelto di cambiare meta, apportando un calo delle prenotazioni e siglando l’inizio di gravi problemi per la compagnia aerea turca.

Oggi la Turkish è chiamata a rimettere le mani su una flotta troppo imponente e troppo estesa rispetto ai suoi bisogni. Il management ha quindi deciso di limitare i danni e di procedere con il subaffitto di 8 Airubus A330-200, che vengono solitamente impiegati sul lungo raggio e di altri velivoli che sono nuovi, in quanto hanno alle spalle solo 9 anni di età anagrafica.
Il subaffitto dei velivoli ha fatto quindi seguito alla comunicazione delle ingenti perdite che hanno accompagnato il 2016, stabilite a 463 milioni di dollari. Si tratta di un abisso, considerando che la Turkish era riuscita ad accumulare utili per 887 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. I piani di volo sono stati quindi rivisti e, con loro, la compagnia ha deciso di procedere con il subaffitto dei mezzi, che non meritano di essere lasciati a ‘dormire’ negli aeroporti, ma sfruttati da altre compagnie, altrimenti i danni per il ‘riposo’ forzato’ potrebbero essere incalcolabili per la compagnia di bandiera turca.