Carrefour: sono 600 i lavoratori a rischio

Carrefour: sono 600 i lavoratori a rischio

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Carrefour prosegue la sua strada nella risoluzione degli esuberi nonostante le forti agitazioni dei dipendenti che si sono verificate nelle ultime settimane. Il gruppo francese aveva, infatti, comunicato a bruciapelo la notizia dei 600 esuberi di personale in Italia e ha ora dato il via al processo di cassa integrazione per i lavoratori impegnati in una trentina di ipermercati nel territorio nazionale.

Le fonti sindacali hanno riportato che il gruppo di ipermercati francese ha dato il via a due distinte procedure in merito. La prima interessa 279 lavoratori impegnati in nove punti vendita di Vercelli, Burolo, Massa, San Giuliano Milanese, Marcon, Portogruaro, Ancona, Lucca e Frosinone. La seconda interessa invece 239 lavoratori impegnati in 21 ipermercati del gruppo dislocati in diverse località della penisola, soprattutto in Piemonte e Lombardia. Carrefour conta, oggigiorno, 59 punti vendita totali e la mobilità dei dipendenti ha fatto seguito alla chiusura complessiva degli ipermercati di Trofarello e di Borgomanero in Piemonte, una situazione che ha coinvolto ben 111 lavoratori nel suo complesso.

I rappresentanti dei lavoratori desiderano ora chiedere un incontro con l’azienda al più presto, al fine di conoscere il piano industriale. Secondo il calendario, vi sono 45 giorni di tempo a disposizione per raggiungere gli accordi con le parti sindacali sulle caratteristiche della mobilità, ai quali se ne aggiungono trenta da svolgere in sede ministeriale. I lavoratori si stanno nel frattempo muovendo con le assemblee, che sottolineano il comportamento repentino dell’azienda nell’annunciare e mettere in atto politiche di licenziamento per un così ampio numero di lavoratori. I rappresentanti sindacali hanno inoltre ribadito che i dipendenti Carrefour si sono impegnati a vivere anni di sacrifici in nome della stabilizzazione aziendale, un impegno che non ha portato frutti, considerando l’annuncio degli esuberi e la fulminea decisione di procedere al licenziamento, sebbene vi siano i presupposti per una timida ripresa del settore.

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